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CODICE AMMINISTRATIVO 2021

84.55

Autore: SANTISE
Editore: GIAPPICHELLI LINEA PROFESSIONALE
ISBN: 9788875244682
Pubblicazione: 14/06/2021

Disponibile su ordinazione

COD: 9788875244682 Categoria:

Descrizione

Avere a disposizione una raccolta aggiornata e coordinata delle norme che interessano il settore amministrativo rappresenta un’esigenza imprescindibile non solo per gli operatori del diritto, ma per tutti coloro che si avvicinano allo studio della materia o a esperienze concorsuali. In un settore in continua evoluzione e non sempre coerente e armonico, si è, quindi, cercato di predisporre un Codice nel quale sono inserite le più rilevanti norme del diritto amministrativo nella consapevolezza che ogni articolo, al di là del freddo dato testuale, nasconde una sua storia e una sua ratio ispiratrice, che possono essere colte solo indagando il disegno complessivo del legislatore. Lo studio delle leggi di diritto amministrativo, qui raccolte in modo da formare un vero Codice, rappresenta allora il primo passo per scoprire la natura e i limiti di un istituto giuridico, nella consapevolezza che non ci può essere contributo dottrinario, pronuncia giurisdizionale o elaborato concorsuale, che non abbia come punto di partenza questo dato legislativo. La Quinta edizione viene pubblicata in piena pandemia da Covid-19: coerentemente è stata quindi inserita una nuova Parte espressamente dedicata al “Diritto dell’emergenza e Covid-19” che registra le recenti novità intervenute in materia, come ad esempio, il d.l. 22 aprile 2021, n. 52 (Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19). II Codice è inoltre aggiornato al d.l. n. 76/2020 conv. dalla I. n. 120/2020, alla I. 3 maggio 2021, n. 58 e alle recentissime sentenze della Corte costituzionale del 16 aprile 2021, n. 68, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 30, quarto comma, della I. 11 marzo 1953, n. 87, e del 30 aprile 2021, n. 84, che ha esteso “il diritto al silenzio” anche nei confronti della Banca d’Italia e della Consob, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 187-quinquiesdecies del dig. 24 febbraio 1998, n. 58 (T.U.F.).